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Finrod Felagund
Il Blog di Gianpaolo Persoglio
Pensieri africani in libertà
Sport sulla spiaggia

Le 19:30, l'orario che preferisco. Sulla spiaggia di Yoff il vento tira sempre da nord, nell'aria c'è un pulviscolo fatto di acqua, sabbia e anche un po' di inquinamento che arriva dalla città retrostante e si scontra con l'aria marina. A quest'ora il sole è basso a sinistra e sembra andarsi a coricare sull'isola di Yoff, la luce è tenue e tante, tantissime ombre si allungano sulla sabbia. Ci sono centinaia, migliaia di ragazzi che fanno sport, è una tradizione ai limiti della mania e si manifesta con partite di calcio, corsa, allenamenti di lotta, salti, flessioni.... tutta la spiaggia, a qualsiasi ora, è corsa da un fremito di vita e di muscoli che si sforzano, la sera è l'apice dell'attività e tutti sembrano adepti di una religione sportiva che celebra quotidianamente il suo rito.

 

 

 

 

 

Le prime sere mi chiedevo che cosa potessero pensare di questo "toubab" (bianco) che si mischiava in mezzo a loro, facendo un po' di corsa ma soprattutto tai chi chuan,  una disciplina che non credo che alcuno di loro conosca. Ma la sensaizone di essere fuori posto è durata davvero poco, sono bastati pochi giorni per sentirmi integrato, uno di loro, un nuovo praticante della religione del fitness on the beach che non conosce distinzioni di razza, sesso, età. Anzi il fatto che tu sia lì a far girare i muscoli ti rende uno di loro, degno di essere beatamente ignorato in quanto uno dei tanti. 

 

 

Devo dire che l'ambiente è speciale, l'Oceano ruggisce sornione con le sue onde che arrivano lunghe sul bagnasciuga, il suono diventa un sottofondo familiare e ti fa dimenticare in breve tempo il caos ed il traffico della città. Correre sulla sabbia appena bagnata dal mare offre una sensazione difficilmente spiegabile di simbiosi con l'ecosistema che mi ospita, la semplicità degli elemeti, terra e acqua, regalano una profondità di sensazioni che coinvolgono i cinque sensi in maniera coinvolgente: l'odore del mare, il tocco della sabbia e dell'acqua, il suono profondo delle onde, l'occhio che spazia fino a confondere l'acqua col cielo, il richiamo del mare che ha fatto di tanti uomini dei navigatori, ti prende e col pensiero ed immagini di essere su una barca che prende il largo verso la linea dell'orizzonte.

Pubblicato in: Pensieri africani in libertà
Autore: SuperAdmin • Data: 13/05/2013